Udine (giovedì, 8 gennaio 2026) — Una ragazza di quattordici anni, una fuga che attraversa confini e silenzi, una musica che diventa racconto collettivo. Zohra arriva a Udine come concerto-narrazione capace di trasformare una storia di migrazione in un’esperienza emotiva e condivisa, dove le note accompagnano il cammino di chi cerca un futuro oltre ogni barriera.
di Ludovica Maura Santarelli
L’appuntamento è per sabato 10 gennaio alle ore 19.00 al Parco di Sant’Osvaldo – Comunità Nove / Cooperativa Itaca, con ingresso libero. L’evento è promosso dal Circolo ARCI Misskappa APS con il contributo del Comune di Udine e si inserisce in un percorso culturale che utilizza la musica come strumento di riflessione sociale e dialogo.
Zohra è un album-concept che prende forma sul palco attraverso una performance intensa e coinvolgente. Al centro del racconto c’è la vicenda di una giovane ragazza pakistana che affronta la rotta balcanica per raggiungere il Friuli Venezia Giulia: un viaggio segnato da ostacoli, paure e violenze, ma anche dalla forza di chi non rinuncia al desiderio di libertà. La narrazione si muove tra confini fisici e simbolici, interrogando il pubblico sulle barriere che separano, escludono e spesso rendono invisibili.
Protagonista del progetto è la cantautrice Nicole Coceancig, voce e chitarra, affiancata da Mirco Tondon al contrabbasso, Giacomo Iacuzzo e Pietro Sponton alle percussioni e Alvise Nodale a bouzouki, tastiera e chitarra. Coceancig, artista tra le più apprezzate della scena contemporanea, è nota per la capacità di fondere tradizione musicale, ricerca sonora e impegno civile, dando spazio a storie marginali e temi di forte attualità.
Il concerto si configura così come un’esperienza che va oltre l’ascolto: Zohra diventa un atto di memoria e consapevolezza, un invito ad ascoltare le voci che attraversano l’Europa e a riconoscere, nella musica, un linguaggio capace di unire e raccontare l’umano senza confini.



