Udine (mercoledì, 8 ottobre 2025) — Salgono l’attesa e la tensione in vista di Italia–Israele, la partita di qualificazione ai Mondiali in programma martedì 14 ottobre allo stadio Friuli. Attorno alla gara, la città è già entrata in modalità massima allerta: tra misure antiterrorismo, zone rosse e cortei di protesta, Udine vivrà un fine settimana ad alta intensità.
di Ludovica Maura Santarelli
Il prefetto Domenico Lione ha riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per definire il piano straordinario: oltre mille agenti saranno impiegati tra stadio e centro città, con blocchi stradali e controlli rafforzati. L’area dei Rizzi sarà completamente isolata, con prefiltraggi a distanza e verifiche con tecnologie di nuova generazione per prevenire la presenza di armi o esplosivi. Le prime transenne sono già state posizionate e da oggi scattano i primi divieti di accesso.
Parallelamente cresce la mobilitazione sul fronte civile. Dopo il presidio pacifico di questa mattina davanti alla Prefettura, con una cinquantina di attivisti del Comitato per la Palestina che hanno chiesto l’annullamento del match, definendolo “inopportuno nel contesto del genocidio in corso a Gaza”, per lunedì è confermato un corteo che si snoderà da piazza della Repubblica a piazza Primo Maggio, con oltre diecimila partecipanti attesi da diverse città italiane.
Nonostante la portata dell’evento, resta tiepida la risposta del pubblico: a oggi sono stati venduti meno di 5mila biglietti, su una capienza di 25mila posti. “Ci saranno probabilmente più manifestanti che spettatori”, ha commentato con ironia il ct Gattuso.
Last modified: Ottobre 8, 2025

