Udine (martedì, 7 ottobre 2025) — Martedì 14 ottobre la città friulana ospiterà la partita di qualificazione ai Mondiali 2026 tra Italia e Israele. L’evento sportivo, previsto allo stadio Dacia Arena, arriva in un clima segnato da tensioni politiche, timori per la sicurezza e una prevendita fiacca che rischia di lasciare gran parte dei 25mila posti dello stadio vuoti.
di Ludovica Maura Santarelli
La partita coincide con il secondo anniversario del 7 ottobre 2023, un ricordo che ha contribuito ad accrescere preoccupazioni e cautela. Per questo motivo, il Viminale ha predisposto un massiccio piano di sicurezza: la delegazione israeliana sarà ospitata in una struttura top secret e scortata dall’aeroporto di Ronchi dei Legionari, con vigilanza 24 ore su 24. La città sarà presidiata da forze dell’ordine e reparti speciali, con controlli capillari, checkpoint mobili e zone rosse nelle vicinanze dello stadio.
A preoccupare le autorità sono anche le manifestazioni previste da gruppi pro-Palestina: un presidio si è già svolto davanti alla Prefettura, mentre per il giorno del match è atteso un corteo con diverse migliaia di partecipanti. Il sindaco Alberto Felice De Toni aveva chiesto il rinvio della partita, ma la decisione finale spetta a Uefa e Fifa.
Sul fronte politico è scoppiata la polemica sulla presunta presenza del Mossad a Udine. Alcuni esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra hanno chiesto chiarimenti, ma il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha smentito qualsiasi intervento di servizi di intelligence stranieri sul territorio. Sui social, il Comitato per la Palestina di Udine denuncia la notizia: “Giorgia Meloni e il ministro Piantedosi hanno autorizzato il Mossad a seguire la nazionale israeliana in ogni suo spostamento in occasione della partita Italia-Israele che si giocherà il 14 ottobre. Una decisione che impone con forza la presenza del soldati israeliani a una comunità che ha dimostrato con chiarezza da che parte sta”. E ancora: “Il 14 ottobre a Udine sono previste migliaia di persone per contestare la presenza della nazionale di calcio israeliana, strumento nelle mani di Israele per ripulire la propria immagine. La decisione di autorizzare la scorta del Mossad sa tanto di minaccia davanti alla quale gridiamo forte: nessuna complicità, nessuna partita!”. L’invito è quello di mostrare il “cartellino rosso” a Israele ed al governo Meloni.
In questo contesto, il commissario tecnico Gennaro Gattuso ha invitato la squadra a concentrarsi sul campo: “Dobbiamo giocare e prepararci al meglio, anche se l’atmosfera non è serena. Ci saranno circa 5.000 spettatori dentro lo stadio e 10.000 fuori”. La FIGC, attraverso il presidente Gabriele Gravina, ha confermato che la partita si giocherà regolarmente, ribadendo il valore dello sport come momento di unità.
Last modified: Ottobre 8, 2025

