Udine (sabato, 21 febbraio 2026) — Sarà inaugurata sabato 21 febbraio alle 18.30, nella Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi a Trieste, la mostra “Francesca Pozzobon. Un infinito intrattenimento”, rassegna antologica dedicata alla pittrice e restauratrice veneta Francesca Pozzobon. L’esposizione, organizzata dall’Associazione Pic Nick Art Cafè APS e curata dall’architetto Marianna Accerboni, sarà visitabile dal 22 febbraio all’8 marzo 2026 con ingresso libero.
di Ludovica Maura Santarelli
Per la prima volta a Trieste viene presentato un ampio percorso nella produzione dell’artista, nata a Montebelluna nel 1950 e scomparsa nel 2023, formatasi all’Istituto d’arte di Venezia e attiva tra Losanna e Asolo come restauratrice e antiquaria. In mostra circa quaranta opere, tra dipinti, sculture e oggetti realizzati dal 1967 agli anni Duemila, che restituiscono la cifra espressiva di un’autrice capace di muoversi tra bidimensionalità e tridimensionalità, tra incisione e “strappi d’autore”, con una fantasia vivace e personalissima.
Cuore simbolico della rassegna è la figura di Taormino, il figlio immaginato e mai avuto, nato – come ricorda la curatrice – in un momento di profonda sofferenza personale e diventato nel tempo presenza costante nella sua produzione. Disegnato con un segno libero ed espressionista, Taormino incarna la sublimazione di un desiderio di maternità trasformato in energia creativa. A lui l’artista ha dedicato anche un libro, esposto in mostra.
Completa il percorso un video che racconta l’atelier di Asolo, spazio domestico e creativo insieme, affacciato su un giardino veneto e popolato di colori sgargianti ma soffusi, oggetti recuperati e rielaborati secondo la pratica del riciclo e dell’object trouvé. Un microcosmo in cui reperti antiquariali dialogano con figure surreali, paesaggi mentali e memorie autobiografiche.
L’iniziativa si inserisce nel percorso dell’associazione triestina, attiva dal 2014 nella promozione dell’arte e della creatività, con particolare attenzione alle tematiche di genere. Nelle opere di Pozzobon, infatti, affiorano con forza il mondo femminile, la resilienza e la capacità generativa del “saper fare”, in un gesto artistico che diventa anche cura e trasformazione del vissuto.











