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Sciopero e cortei a Udine contro la “finanziaria di guerra”

Udine (venerdì, 28 novembre 2025) — Venerdì 28 novembre Udine si è tinta di protesta: lavoratori, sindacati e cittadini si sono mobilitati contro quella che l’Unione Sindacale di Base definisce la “finanziaria di guerra” del governo. Uno sciopero generale di 24 ore ha attraversato il Paese, con presidi e cortei in decine di città, per dire no al riarmo e chiedere maggiori investimenti nei servizi pubblici e nei diritti dei lavoratori.

di Ludovica Maura Santarelli

La protesta ha coinvolto tutti i settori, pubblici e privati, dalla scuola alla sanità, dai trasporti ai servizi, puntando il dito contro una manovra che, secondo i sindacati, destina ingenti risorse al riarmo a scapito di investimenti in servizi essenziali, salari e diritti sociali. L’USB ha denunciato il congelamento dei salari dei lavoratori negli ultimi anni mentre lo Stato rafforza l’apparato militare, invitando a una mobilitazione diffusa per far sentire il dissenso.

Anche a Udine la protesta si è concretizzata con un presidio davanti alla Prefettura. I rappresentanti regionali dell’USB hanno parlato di una partecipazione soddisfacente, definendo lo sciopero un segnale chiaro di contrarietà alle politiche di bilancio e alle scelte belliche del governo. La mobilitazione ha provocato disagi nei trasporti, con ritardi e cancellazioni di treni e difficoltà nel trasporto locale, confermando l’ampia adesione all’iniziativa.

Tra le principali rivendicazioni dei sindacati ci sono l’aumento dei salari minimi, il diritto a pensioni e pensionamenti più flessibili, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, maggiori investimenti in sanità e scuola pubblica, la stabilizzazione dei precari e l’opposizione al riarmo. La protesta si inserisce anche in un più ampio movimento di solidarietà con il popolo palestinese, denunciando il coinvolgimento dell’Italia nel genocidio in corso e sostenendo che le risorse pubbliche dovrebbero andare a tutela dei cittadini.

Gli organizzatori hanno definito lo sciopero di oggi come “una tappa importante ma non un punto di arrivo”. Una delegazione dal Friuli‑Venezia Giulia parteciperà infatti alla mobilitazione nazionale prevista a Roma domani, continuando così la protesta su scala nazionale.

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Last modified: Novembre 28, 2025
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