Scritto da 8:11 pm Lignano Sabbiadoro, Cronaca

La pineta di Lignano tra ambiente, salute e turismo: presentati i primi risultati del progetto scientifico

Lignano (lunedì, 3 agosto 2026) — Oltre 7.000 alberi censiti, circa 75 tonnellate di carbonio immagazzinate mediamente per ettaro e l’avvio del primo iter nazionale di certificazione del verde urbano applicato a una pineta costiera italiana. Sono alcuni dei primi risultati del progetto di monitoraggio scientifico promosso dalla Società Lignano Pineta insieme al Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali dell’Università degli Studi di Udine.

di Ludovica Maura Santarelli

I dati sono stati presentati al PalaPineta nell’ambito del convegno “La pineta di Lignano. Un’infrastruttura verde per il turismo esperienziale, la salute pubblica e la sostenibilità degli ecosistemi”, che ha riunito professionisti, ricercatori, aziende, enti e istituzioni per discutere del futuro della gestione sostenibile delle pinete costiere e del rapporto tra ambiente, salute e turismo.

Il progetto interessa gli 11 ettari di pineta demaniale gestiti in concessione dalla Società Lignano Pineta e punta a sviluppare un modello di gestione fondato sulla ricerca scientifica, sulla misurazione dei servizi ecosistemici e sulla certificazione del verde urbano. Lignano sarebbe così la prima e, ad oggi, unica pineta costiera italiana ad avviare questo percorso di certificazione.

Un monitoraggio basato sulla ricerca scientifica

Ad aprire i lavori è stata Ivana Bassi, coordinatrice del progetto, che ha illustrato la collaborazione tra la Società Lignano Pineta e l’Università di Udine e la nascita di un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da Luca Iseppi, Andrea Tomao, Camilla Costa, Alessandro Braida, Alessandro Ricetto, Elisa Tomasinsig e Francesca Visintin.

Il presidente della Società Lignano Pineta, Giorgio Ardito, ha ricordato il percorso di valorizzazione della pineta, nel corso degli anni, attraverso iniziative culturali, sportive e dedicate al benessere.

«Abbiamo sempre cercato di rendere questa pineta un luogo vissuto. Con questo progetto compiamo un salto di qualità: grazie al supporto dell’Università ogni scelta gestionale sarà fondata su basi scientifiche. Il nostro obiettivo è rendere questo luogo sempre più accessibile anche alle persone fragili e con disabilità», ha dichiarato Ardito, auspicando che il progetto possa essere esteso anche ad altre aree di Lignano, contribuendo alla creazione di una rete di pinete gestite secondo criteri scientifici e sostenibili.

Luca Iseppi ha illustrato una strategia basata su tre obiettivi: tutela ambientale, benessere delle persone e sostenibilità ecologica ed economica. Francesca Visintin di eFrame ha invece approfondito il percorso di certificazione, sottolineando l’importanza di considerare la pineta come un sistema vivente da monitorare attraverso indicatori scientifici.

I primi dati sono stati presentati da Andrea Tomao, docente dell’Università di Udine. Attraverso rilievi effettuati con droni dotati di sensori LiDAR è stata realizzata una mappatura tridimensionale dell’intera area, con il censimento di oltre 7.000 alberi. La densità media è di circa 680 alberi per ettaro, con esemplari che raggiungono i 20 metri di altezza e una capacità media di immagazzinamento di circa 75 tonnellate di carbonio per ettaro.

Il progetto prevede inoltre un sistema permanente per monitorare la crescita delle piante e il flusso della linfa, attraverso sensori che consentiranno di valutare nel tempo lo stato di salute degli alberi e la capacità di assorbimento del carbonio. I dati raccolti potranno inoltre costituire la base per nuove attività di ricerca e tesi di laurea.

Ambiente e benefici per il territorio

Alessandro Ricetto, agronomo, ed Eleonora Mariano, agronoma di PEFC Italia, hanno approfondito il ruolo della pineta costiera come ecosistema in grado di produrre benefici ambientali, climatici e sociali.

«La pineta è un ecosistema vivo che cambia continuamente. Per garantirne il futuro è necessario conoscerlo, monitorarlo e accompagnarne l’evoluzione attraverso una maggiore biodiversità, introducendo specie tipiche del territorio come il leccio e preservando il suolo e le sue funzioni ecologiche», ha spiegato Ricetto.

Mariano ha invece evidenziato il valore della certificazione forestale come strumento di conoscenza, pianificazione e trasparenza, ricordando la capacità del verde di contribuire alla mitigazione delle temperature, al comfort climatico e alla qualità della vita.

La pineta come spazio per la salute

Il convegno ha quindi affrontato il rapporto tra ambiente naturale e salute. Francesco Meneguzzo, primo ricercatore del CNR – Istituto per la BioEconomia, ha illustrato il lavoro sviluppato a livello nazionale per integrare i boschi terapeutici nei programmi del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso linee guida, registri dei siti e degli operatori e protocolli validati scientificamente.

Le esperienze maturate in Friuli Venezia Giulia sono state presentate da Camilla Costa, antropologa ambientale, e Bruna Scaggiante, professoressa associata di Biologia Molecolare dell’Università di Trieste e componente del Comitato Scientifico Nazionale della LILT. Costa ha illustrato il progetto pilota rivolto ai pazienti oncologici, mentre Scaggiante ha approfondito le evidenze scientifiche raccolte negli ultimi vent’anni sugli effetti dell’esposizione agli ambienti forestali sulla prevenzione, sulla riduzione dello stress e sul benessere psicofisico.

Ivana Truccolo, presidente dell’Associazione ANGOLO OdV di Aviano, e Desirée Gregori, specialista in Attività Motoria Adattata, hanno raccontato inoltre l’esperienza sviluppata accanto al CRO di Aviano, dove natura, attività fisica e assistenza sanitaria vengono integrate in programmi personalizzati rivolti ai pazienti oncologici.

A chiudere la prima sessione è stata Tatiana Dereani, operatrice di Forest Bathing, che ha sottolineato anche il valore della pineta per l’offerta turistica di Lignano. «La pineta rappresenta un valore aggiunto della vacanza. Non sostituisce il mare e la spiaggia, ma li completa, offrendo un’esperienza che rimane nella memoria delle persone e contribuisce a costruire l’identità stessa di Lignano», ha affermato.

Tra le prime ricadute operative del progetto è prevista, nei mesi di ottobre e novembre, l’attivazione di un programma sperimentale di Forest Bathing e Forest Therapy, rivolto in particolare a persone fragili e con disabilità, con l’obiettivo di rendere la pineta sempre più accessibile e fruibile durante tutto l’anno.

Una strategia condivisa per il futuro

La parte conclusiva del convegno ha riunito rappresentanti del settore forestale, turistico, sanitario e istituzionale, con l’obiettivo di delineare una strategia condivisa per la valorizzazione della pineta.

Gianpaolo Bragagnini, del Servizio Foreste della Regione Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato l’importanza della gestione attiva del patrimonio forestale, con particolare attenzione alla prevenzione degli incendi, alla pianificazione selvicolturale e all’accessibilità delle aree.

Caterina Gasparini di PromoTurismoFVG ha invece sottolineato il ruolo della dimensione esperienziale nel rapporto tra turismo e natura, evidenziando il potenziale rappresentato dall’insieme di pineta, laguna e ambienti naturali di Lignano. Per trasformare questo patrimonio in un elemento di competitività turistica, ha evidenziato, sono necessari progettazione condivisa, servizi strutturati e una comunicazione coordinata.

Sul rapporto tra natura e prevenzione è intervenuto Paolo Pischiutti, medico di ISDE – Medici per l’Ambiente, che ha richiamato il ruolo crescente degli ambienti naturali nella promozione della salute e l’importanza di percorsi multidisciplinari e scientificamente validati.

A concludere i lavori è stato il consigliere regionale Alberto Budai, che ha ribadito il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia ai progetti capaci di mettere in relazione ambiente, salute, turismo e ricerca scientifica. Budai ha evidenziato il coinvolgimento di diverse direzioni regionali e la possibilità che i dati raccolti possano contribuire alla definizione di un futuro quadro normativo dedicato alla valorizzazione dei benefici ambientali, sanitari ed economici derivanti dalla gestione sostenibile delle pinete.

«Se la prevenzione attraverso la natura contribuisce a ridurre anche solo una parte delle patologie croniche, il beneficio sarà duplice: migliore qualità della vita e minori costi per il sistema sanitario. Ora serve arrivare a un quadro normativo condiviso», ha concluso Budai.

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Last modified: Agosto 20, 2026
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