Scritto da 2:20 pm Udine, Cultura

A Trieste l’Africa di Edoardo Di Muro: oltre 100 disegni in mostra al Magazzino 26

Trieste (giovedì, 30 luglio 2026) — Dal 2 agosto al 27 settembre la Sala Nathan del Magazzino 26, nel Porto Vecchio di Trieste, ospiterà “Africa 1970-2005. Disegni di Edoardo Di Muro. Trieste-Dakar”, retrospettiva dedicata all’artista e illustratore scomparso nel 2022. L’esposizione propone oltre 100 opere originali, litografie e taccuini selezionati da una produzione di oltre 700 disegni realizzati dall’artista nel corso di più di 35 anni.

di Ludovica Maura Santarelli

La mostra è realizzata dall’Associazione Viva Comix in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il percorso è curato dalla professoressa Paola Bristot e da Mimina Di Muro, antropologa e figlia dell’artista. A completare l’allestimento saranno la collezione M’Afrique di Moroso e alcune piante esotiche, pensate per rendere l’esperienza ancora più immersiva.

L’inaugurazione è in programma domenica 2 agosto alle 11, con a seguire gli interventi musicali di Adriano Viterbini, Paolo Baldini e Davide Toffolo. La mostra sarà a ingresso libero: il giovedì sarà visitabile dalle 16 alle 20, mentre il venerdì, il sabato, la domenica e i festivi dalle 11 alle 20.

Nato a Cuneo nel 1944, Edoardo Di Muro si avvicinò al disegno fin da bambino. Nel 1973 si imbarcò come marinaio su un cargo e raggiunse l’Africa, continente nel quale avrebbe trascorso gran parte della sua vita. A differenza di molti occidentali, scelse di vivere stabilmente nella realtà africana, osservandone da vicino la quotidianità. Con un tratto minuzioso realizzato a china e rapidograph direttamente dal vivo, raccontò mercati, foreste, paesaggi e riti, costruendo negli anni un vasto archivio visivo del continente.

Il suo percorso artistico lo portò anche a Parigi, dove negli anni Ottanta collaborò con riviste come Charlie Hebdo e Pilote, e in diversi Paesi africani, dalla Costa d’Avorio all’Etiopia. Realizzò inoltre batik in Senegal, illustrò manuali medici destinati ai villaggi più remoti e pubblicò antologie introdotte da personalità della cultura africana come il regista Ousmane Sembène e il musicista Francis Bebey.

La sua produzione non si limitò alla rappresentazione estetica del continente, ma affrontò anche tematiche sociali e politiche. Negli anni Settanta, in Angola, entrò in contatto con l’MPLA, impegnato nella lotta contro il colonialismo portoghese, mentre sostenne la SWAPO nella lotta per l’indipendenza della Namibia, realizzando anche manifesti contro le disuguaglianze e le ingiustizie del colonialismo. Le sue opere furono esposte in numerosi Paesi africani, a partire dalla prima mostra alla “Gallerie 39” di Dakar nel 1979. In quell’occasione fu ricevuto dall’allora presidente del Senegal, il poeta Léopold Sédar Senghor, che acquistò una serie completa delle sue litografie.

Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni. La prima è dedicata al tema del porto e al legame tra Trieste e Dakar, attraverso le rotte marittime commerciali e simboliche che uniscono le due città. La seconda si concentra su flora, fauna e paesaggi, mentre la terza affronta la dimensione antropologica e umana dell’Africa, attraverso scene di vita nei villaggi e nelle città, attività quotidiane e momenti di festa.

L’allestimento, curato dall’architetto Giulia Sgrò, comprende anche una collaborazione con Moroso, con alcuni arredi della collezione M’Afrique, tra cui le sedute Banjooli, Baobab, Modou e Shadowy. Fotografie dedicate alla produzione artigianale realizzata nella sede senegalese dell’azienda completano il percorso, sottolineando il rapporto tra design contemporaneo e continente africano.

Dopo la tappa triestina, la mostra proseguirà il proprio viaggio proprio a Dakar, in Senegal.

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Last modified: Agosto 4, 2026
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