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Dalla rete al ritorno a casa: i TPC di Udine riportano in Ecuador l’antica pintadera

Udine (domenica, 8 giugno 2025)–E’ tornata in patria una preziosa testimonianza della civiltà precolombiana: un sigillo in terracotta, noto come pintadera, è stato ufficialmente restituito all’Ambasciatore della Repubblica dell’Ecuador in Italia dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Udine.

di Mara Vidon

La cerimonia si è svolta a Roma il 28 maggio, a coronamento di un’attività investigativa avviata nel gennaio 2024 e condotta in collaborazione con esperti universitari e istituzioni internazionali.

La pintadera, risalente a un periodo compreso tra il IV secolo a.C. e il XVI secolo d.C., si presenta in ottimo stato di conservazione. Di forma cilindrica e decorata con un’incisione zoomorfa raffigurante un felino, veniva anticamente utilizzata come timbro per imprimere motivi ornamentali su oggetti in terracotta, attraverso l’impiego di pigmenti vegetali.

Determinante, ai fini dell’indagine, il contributo dell’Università di Bologna e dell’Istituto Nazionale del Patrimonio Culturale dell’Ecuador, che hanno attribuito il sigillo alla cultura “Jama Coaque”, fiorita sulla costa pacifica settentrionale dell’Ecuador. La legge di questo Paese vieta da oltre un secolo l’esportazione di reperti archeologici senza autorizzazione statale, e la diplomazia ecuadoriana ha prontamente rivendicato il diritto alla restituzione.

Il possessore del reperto, che l’aveva ricevuto in dono e tentato di venderlo in rete, è stato ritenuto in buona fede e non consapevole della rilevanza giuridica e culturale dell’oggetto. Non essendo emersa documentazione che ne comprovasse la lecita esportazione, e risultando impossibile ricostruire la catena di detenzione precedente, l’Autorità giudiziaria ha disposto la restituzione del bene allo Stato dell’Ecuador.

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Last modified: Giugno 8, 2025
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