Scritto da 11:46 am Friuli Venezia Giulia, Eventi/Spettacolo, Italia

“Concerto per uno sconosciuto”: al Teatro dei Fabbri un viaggio sensoriale tra musica, parola e visione

Trieste (giovedì, 29 gennaio 2026) — Un itinerario poetico e visionario che trasforma il palcoscenico in uno spazio da attraversare, più che da osservare. Mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio, alle 20.30, il Teatro dei Fabbri di Trieste ospita Concerto per uno sconosciuto, spettacolo inserito nel cartellone della Contrada “AiFabbri2”, firmato da Pietro Cerchiello e Tommaso Imperiali, che curano regia e drammaturgia.

di Ludovica Maura Santarelli

Lo spettacolo si presenta come un’esperienza sensoriale capace di andare oltre i confini della narrazione tradizionale, proponendo al pubblico un viaggio intimo e coinvolgente, in cui il cammino diventa metafora centrale dell’esistenza. Non c’è un racconto lineare, ma un fluire continuo di parole, suoni e immagini, dove realtà e immaginazione si intrecciano per esplorare le motivazioni profonde che spingono l’essere umano a mettersi in viaggio, a partire, a cercare altrove.

In scena, accanto allo stesso Cerchiello, Valerio Luraschi e Mark Kevin Barltrop danno vita a un percorso suddiviso in capitoli che si svelano come veri e propri dipinti sonori. La musica, elemento portante dello spettacolo, non svolge un ruolo di semplice accompagnamento, ma si integra alla drammaturgia come parte essenziale del racconto. Le vibrazioni della chitarra e le sonorità profonde dell’euphonium costruiscono paesaggi emotivi che guidano lo spettatore lungo sentieri poetici, tra suggestioni reali e visioni interiori.

Le composizioni originali, firmate da Marina Boselli, Tommaso Imperiali e Mark Kevin Barltrop, trasformano il suono in voce narrante, capace di orientare lo sguardo e l’ascolto verso una dimensione più profonda dell’esperienza teatrale. Ne nasce un invito a spogliarsi del superfluo, ad alleggerire il passo e ad abbandonarsi con curiosità e stupore alla bellezza dell’ignoto, riscoprendo il valore dell’attesa, dell’ascolto e dell’incontro.

Al centro della narrazione si colloca la solitudine, intesa non come mancanza, ma come condizione necessaria per aprirsi all’altro e favorire legami inattesi. Un procedere solitario che diventa occasione per incontri fortuiti e imprevedibili, capaci di nutrire il desiderio di cambiamento, la nostalgia del ritorno e la consapevolezza del restare. In questo equilibrio delicato tra partenza e approdo, Concerto per uno sconosciuto compone un mosaico di emozioni che trasforma l’incertezza del percorso in una forma d’arte vibrante, autentica e necessaria.

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Last modified: Gennaio 29, 2026
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