(Domenica, 21 settembre 2025) — L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per domani, 22 settembre, lo sciopero generale di tutte le categorie, pubbliche e private. L’iniziativa, promossa dai portuali del CALP insieme alla Global Sumud Flotilla e a diverse realtà solidali, unisce lavoratori, studenti e movimenti sociali.
La mobilitazione nasce in risposta al genocidio in corso a Gaza, al blocco degli aiuti umanitari e alle minacce contro la missione internazionale che trasporta beni per la popolazione palestinese.
di Ludovica Maura Santarelli
Saranno più di 60 le manifestazioni previste nelle diverse piazze italiane, dalle grandi città ai piccoli centri. “Sarà un grande sciopero generale che bloccherà il Paese. I segnali sono ormai talmente forti che non abbiamo più dubbi: saranno milioni i lavoratori e le lavoratrici che si fermeranno” ha scritto l’USB per presentare la giornata di sciopero nazionale di 24 ore, che potrà avere conseguenze sui servizi pubblici.
Nella nostra regione il presidio si terrà a Trieste, presso il Varco 4 del Porto di Trieste, nodo fondamentale per il commercio verso Israele, a partire dalle ore 10. Sarà anche un’occasione di sostegno ai portuali della città, che già lo scorso 15 settembre si erano rifiutati di effettuare le operazioni di carico per la nave Polina della MSC, diretta ad Haifa. Il Comitato per la Palestina di Udine ha organizzato un raduno per la comunità locale in via Melegnano, presso il parcheggio del Panorama, alle ore 8:30, per organizzare insieme gli spostamenti verso Trieste.
L’USB ha pubblicato, tramite i suoi canali ufficiali, le informazioni utili per partecipare allo sciopero in sicurezza: tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati possono scioperare per l’intera giornata, non è necessaria l’iscrizione ad un’organizzazione sindacale, non è necessario comunicare la partecipazione al proprio datore di lavoro (basta non presentarsi a lavoro nelle ore indicate). Nei servizi pubblici essenziali, alcuni lavoratori potrebbero essere esclusi sulla base della L. 146/90, per garantire i servizi minimi: in questi casi, l’esclusione viene comunicata formalmente dall’azienda con ordine di servizio scritto, e solo chi la riceve è tenuto a lavorare.
Foto di Nikolas Gannon
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