Trieste — Mercoledì 19 novembre alle 20.30 il palcoscenico della Contrada accoglierà un evento speciale: L’inferiorità mentale delle donne, spettacolo scritto da Giovanna Gra e liberamente ispirato all’omonimo trattato del 1900 del neurologo tedesco Paul Julius Moebius.
di Ludovica Maura Santarelli
A interpretarlo sarà Veronica Pivetti, affiancata da Cristian Ruiz, in un duo che promette ironia e provocazione. Pivetti, nei panni di una moderna Mary Shelley, guida il pubblico in un viaggio teatrale che dissacra e ribalta un testo considerato uno dei più emblematici esempi di pensiero misogino mascherato da scienza.
Moebius, ricordano gli autori, apriva il suo saggio con la frase “Capelli lunghi, cervello corto”: un motto che, a più di un secolo di distanza, resta un simbolo dell’“evergreen del pensiero reazionario”. Nel suo trattato l’autore sosteneva teorie pseudo-scientifiche sulla presunta inferiorità intellettuale femminile, arrivando a giudicare “moleste” le donne che osavano pensare.
Lo spettacolo, diretto da Gra&Mramor, mette in scena questa follia con taglio ironico e ritmo serrato, invitando a riflettere su quanto di quelle idee sopravviva ancora oggi, sotto forme più sottili. La colonna sonora e gli arrangiamenti sono di Alessandro Nidi, i costumi portano la firma del Nicolao Atelier Venezia, mentre le luci sono curate da Eva Bruno e l’assistenza alla regia da Carlotta Rondana.
Prodotto da a.ArtistiAssociati in collaborazione con Pigra srl, L’inferiorità mentale delle donne si presenta come una serata che unisce teatro, storia e attualità: un’occasione per ridere, pensare e riconoscere, tra le ombre del passato, gli echi di certi pregiudizi ancora presenti.
Biglietti disponibili anche su Vivaticket.
Info: 040.948471 | contrada@contrada.it | www.contrada.it


