Scritto da 4:16 pm Udine, Attualità

Udine, il Bilancio di genere diventa strumento di governo delle politiche comunali

Udine (martedì, 16 dicembre 2025) — Udine introduce per la prima volta il Bilancio di Genere come strumento strutturale di lettura e orientamento delle politiche pubbliche. Presentato a Palazzo D’Aronco dalla giunta guidata dal sindaco Alberto Felice De Toni, il documento analizza in modo sistematico l’impatto delle scelte amministrative e della spesa comunale su donne e uomini, superando la presunta neutralità dei tradizionali documenti di programmazione.

di Ludovica Maura Santarelli

Il Bilancio di Genere, curato dall’associazione Period Think Tank insieme a un gruppo di lavoro interno al Comune, non aggiunge nuove voci di spesa, ma rilegge il bilancio 2024 in chiave trasversale, valutando come le risorse incidano sulle disuguaglianze di genere, sul lavoro di cura, sulle fragilità sociali e sulle diverse fasi della vita. Un approccio che tiene conto anche di età, condizioni economiche e disabilità, restituendo una fotografia più aderente alla realtà urbana.

Il quadro demografico da cui parte l’analisi evidenzia una città a prevalenza femminile, con il 52,8 per cento di donne e un indice di vecchiaia molto elevato, pari al 245,9 per cento. Nelle fasce di età più avanzate la presenza femminile è nettamente dominante, con ricadute importanti in termini di solitudine e domanda di servizi. Il lavoro di cura non retribuito continua infatti a gravare soprattutto sulle donne, come dimostra un indice di carico che raggiunge il 41,3 per cento.

Sul fronte dell’istruzione e del lavoro emergono forti squilibri: le donne tra i 25 e i 49 anni risultano più istruite degli uomini, ma questo vantaggio non si traduce in pari opportunità occupazionali. Il tasso di occupazione femminile resta significativamente più basso rispetto a quello maschile, con conseguenze di lungo periodo sulla sicurezza economica, in particolare nella terza età.

L’analisi della spesa comunale mostra che circa il 60 per cento delle risorse rientra tra le spese indirettamente sensibili al genere, per un valore di oltre 65 milioni di euro. Il cuore di questa quota è rappresentato dal welfare: servizi socio-assistenziali, assistenza domiciliare, interventi per anziani e non autosufficienti e servizi educativi per la prima infanzia, considerati leve fondamentali per ridurre il carico di cura familiare e favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Accanto a queste, il Bilancio di Genere individua spese dirette per la promozione delle pari opportunità, con particolare attenzione al contrasto alla violenza di genere. Il Centro antiviolenza comunale registra un aumento significativo delle richieste, segnale di un bisogno crescente e di una maggiore emersione del fenomeno.

Resta ampia la quota di bilancio classificata come “neutra”, soprattutto in ambiti strategici come mobilità, urbanistica e gestione degli spazi pubblici. È proprio qui che il Comune individua la principale sfida futura: produrre dati disaggregati, integrare indicatori di genere nella programmazione e progettare una città più accessibile, sicura e attenta ai tempi di vita. Un passaggio che, secondo l’amministrazione, punta a rendere il Bilancio di Genere uno strumento stabile di governo e non un esercizio isolato.

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Last modified: Dicembre 16, 2025
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