Udine (giovedì, 19 febbraio 2026) — È stata presentata a Udine la seconda edizione di Itinerari nel Teatro Contemporaneo, il progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine e il CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, con il contributo del Comune di Udine e il sostegno di Fondazione Friuli e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Dopo l’esito positivo della prima edizione, la rassegna torna dal 28 febbraio al 15 aprile con un percorso articolato tra linguaggi, poetiche e prospettive della scena contemporanea nazionale e internazionale.
di Ludovica Maura Santarelli
Cinque spettacoli e un incontro di approfondimento compongono il programma, distribuito tra il Teatro Palamostre e il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. L’obiettivo è costruire una vera e propria “mappa di visioni”, capace di intercettare le traiettorie più significative del teatro contemporaneo e di offrire al pubblico strumenti di lettura e confronto.
L’apertura, sabato 28 febbraio al Palamostre, è affidata a L’angelo del focolare di Emma Dante, artista tra le più riconosciute della scena italiana. Lo spettacolo affronta il tema della violenza domestica attraverso una drammaturgia intensa e perturbante, che mette al centro la ripetizione quotidiana come meccanismo di sopraffazione.
L’8 marzo, sempre al Palamostre, andrà in scena Come gli uccelli di Wajdi Mouawad, testo che intreccia amore, identità e conflitto, muovendosi sullo sfondo delle fratture della storia contemporanea. Il 24 marzo la rassegna si sposterà al Giovanni da Udine con L’Empireo – The Welkin di Lucy Kirkwood, dramma corale che interroga i temi della giustizia e del genere attraverso una potente ambientazione storica.
Il 31 marzo sarà la volta di Radio Argo Suite, rilettura contemporanea dell’Orestea diretta e interpretata da Peppino Mazzotta, che trasporta il mito nel presente con una scrittura scenica incisiva. Chiusura in prima regionale il 14 e 15 aprile con Chroniques della compagnia belga Peeping Tom, lavoro che fonde teatro, danza e arti visive in un’indagine sul tempo, la memoria e la metamorfosi.
Accanto agli spettacoli, è previsto un momento di approfondimento dal titolo Temporalità instabili: il corpo come archivio, a cura di Annalisa Sacchi, a testimonianza della volontà di affiancare alla programmazione artistica un’occasione di riflessione critica.
Last modified: Febbraio 19, 2026

