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Sexto ‘Nplugged, vent’anni di note tra le pietre di Sesto al Reghena

Sesto al Reghena, PN (lunedì, 30 giugno 2025)–Dal 3 al 6 luglio, il borgo medievale di Sesto al Reghena, nel Pordenonese, si prepara ad accogliere la ventesima edizione di Sexto ‘Nplugged, la rassegna musicale che da due decenni porta artisti d’avanguardia e sonorità sperimentali in uno scenario unico: la piazza del suggestivo complesso abbaziale dell’VIII secolo.

di Mara Vidon

Fondata nel 2006 dall’Associazione Culturale Sexto, la manifestazione è diventata negli anni un appuntamento imperdibile per chi cerca concerti capaci di coniugare intimità, ricerca sonora e un forte legame con il territorio.

Il festival, infatti, nasce con l’intento di percorrere strade musicali alternative ma mai in contrasto con il luogo che lo ospita. Ogni artista, selezionato tra nomi internazionali di rilievo, porta sul palco performance uniche ed esclusive che dialogano con l’atmosfera storica del borgo, trasformando la piazza in un vero e proprio amplificatore di emozioni per un pubblico che arriva da tutta Italia, dall’Europa e anche da più lontano.

Sexto ‘Nplugged non è solo musica: il progetto punta a valorizzare l’accoglienza turistica e l’enogastronomia locale, generando una ricaduta positiva per le strutture ricettive e per l’intera comunità. Il risultato è un’esperienza che arricchisce chi partecipa e che fa crescere il territorio.

A sottolinearlo è stato anche il vicegovernatore e assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil, intervenuto oggi alla presentazione ufficiale dell’edizione 2025 a Udine. «Sexto ‘Nplugged è un evento che, pur non convenzionale, guarda al futuro restando profondamente legato al contesto che lo ospita. È un esempio concreto di come tra un luogo e una manifestazione culturale possa nascere un reciproco accrescimento, capace di generare valore per entrambi», ha dichiarato Anzil, ricordando come la cultura, soprattutto quella di “frontiera” che esplora i confini tra antico e contemporaneo, sia uno strumento straordinario per immaginare il futuro e far crescere comunità e territori.

«Quando un evento di qualità viene collocato in un palcoscenico naturale come la piazza di un borgo antico – ha aggiunto – non solo ne accresce il valore, ma permette anche al territorio di farsi conoscere e vivere in modo più intenso e coinvolgente. Questo festival, che oggi celebra un traguardo importante come i vent’anni di attività, è la testimonianza concreta di quanto la creatività, la fantasia e l’arte possano contribuire a creare luoghi dove sia più bello vivere, per chi ci abita e per chi li visita anche solo per un breve periodo.»

Il programma di quest’anno conferma la vocazione internazionale del festival: apriranno le danze il 3 luglio i Molchat Doma, seguiti il 4 luglio dai Black Country, New Road; il 5 luglio sarà la volta di Anna Von Hausswolff e la chiusura, il 6 luglio, sarà affidata ai Baustelle.

A rendere possibile tutto questo, come ha ricordato Anzil, è l’impegno dell’Associazione Culturale Sexto insieme ai partner pubblici e privati, alle amministrazioni comunali coinvolte e a tutti coloro che credono nella forza rigenerativa della cultura, capaci di trasformare un sogno in realtà per vent’anni consecutivi.

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Last modified: Giugno 30, 2025
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