Roma (domenica, 5 ottobre 2025) — Dopo gli scorsi scioperi che hanno bloccato la città, Roma è tornata a riempirsi di bandiere e cori per la Palestina. Lo scorso sabato decine di migliaia di persone hanno attraversato il centro della capitale a sostegno della Global Sumud Flotilla e per chiedere la liberazione degli attivisti, sequestrati in mare ed incarcerati da Israele, oltre alla fine del genocidio e allo stop agli accordi dell’Italia con lo stato israeliano.
di Ludovica Maura Santarelli
Il corteo, organizzato dalla rete “Stop al genocidio – Palestina libera”, ha unito associazioni pacifiste, sindacati, centri sociali, movimenti studenteschi e comunità arabe presenti in Italia. La manifestazione è partita da Porta San Paolo ed è arrivata fino a piazza San Giovanni, in un percorso di circa quattro chilometri. Gli organizzatori hanno parlato di oltre un milione di partecipanti. Si è trattato di una delle mobilitazioni più imponenti degli ultimi anni.
Il corteo si è svolto pacificamente fino alla sua fine a San Giovanni. Si sono registrati successivamente dei disordini, a seguito di deviazioni dal percorso di piccoli gruppi, che si sono poi scontrati con la polizia. L’ipotesi più accreditata è quella di bande di infiltrati di estrema destra, confusi all’interno della folla di manifestanti per creare scompiglio, disagi e tensioni.
La protesta arriva in un momento di forte indignazione internazionale, dopo che la marina israeliana ha intercettato una flottiglia umanitaria diretta a Gaza. Dal palco finale, gli attivisti hanno chiesto “un cambio di rotta nella politica estera italiana” e la sospensione immediata della cooperazione militare”. L’atteggiamento accusatorio ed ostile del governo nei confronti degli attivisti, ritenuti “irresponsabili” e “provocatori”, non fa altro che intensificare le pressioni della popolazione a difesa della Flotilla stessa.
Foto di Leonardo Basso
Last modified: Ottobre 5, 2025

