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Quando l’arte resiste dietro il filo spinato: a San Giorgio di Nogaro una mostra sulla memoria della prigionia

San Giorgio di Nogaro (martedì, 20 gennaio 2026) — Anche nei luoghi della reclusione, dove il filo spinato segna confini fisici e morali, l’arte ha saputo farsi spazio come gesto di resistenza e di memoria. È da questa consapevolezza che nasce “Arte tra il filo spinato”, la mostra che sarà inaugurata sabato 31 gennaio alle ore 17.30 a Villa Dora, a San Giorgio di Nogaro, e che resterà aperta al pubblico fino al 28 febbraio 2026.

di Ludovica Maura Santarelli

Promossa dall’AICVAS e dalle ANPI della Bassa Friulana, l’esposizione propone un percorso storico e artistico che intreccia vicende personali e grandi eventi del Novecento, mettendo al centro il rapporto tra prigionia, creatività e testimonianza. Attraverso disegni, oggetti e materiali originali, la mostra restituisce uno sguardo diretto sulle condizioni di vita nei campi di internamento e sulla capacità dell’arte di sopravvivere anche nelle situazioni più estreme.

La rassegna è curata da Marco Puppini e Milena Panizzolo e si apre con un incontro pubblico che vedrà gli interventi dello storico dell’emigrazione friulana Javier Grossutti, del critico e saggista Giordano Bruno Stroppolo e l’accompagnamento musicale del gruppo Ovce di Aljosa Saksida, in un dialogo tra parole, musica e memoria.

Cuore dell’esposizione è la figura di Giordano Stroppolo, operaio emigrante friulano nato nel 1906 a Castions di Strada, la cui vicenda personale attraversa alcuni dei passaggi più drammatici del secolo scorso. Emigrato giovanissimo in Francia, Stroppolo fu internato durante la Seconda Guerra Mondiale nei campi predisposti prima dal governo francese e successivamente dai nazisti, insieme a migliaia di antifascisti e perseguitati politici. Proprio in quei contesti di privazione e violenza nacquero i disegni e gli oggetti oggi esposti, segni concreti di una creatività che si fa strumento di sopravvivenza e affermazione della propria identità.

Le opere e i materiali presentati – fotografie, manufatti e documenti – fanno parte di un patrimonio già valorizzato in ambito internazionale, anche al Museo Guggenheim di Bilbao, nell’ambito di un progetto dedicato all’arte prodotta in tempo di guerra. A San Giorgio di Nogaro, questo patrimonio viene nuovamente proposto come occasione di riflessione civile e storica, capace di parlare al presente.

Arte tra il filo spinato non è solo una mostra, ma un invito a interrogarsi sul valore della memoria e sulla forza dell’espressione artistica come atto di resistenza, capace di attraversare il tempo e restituire voce a chi l’ha rischiata di perdere.

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Last modified: Gennaio 20, 2026
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