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Nave greca riaffiora in Sicilia: la scoperta è dell’Università di Udine

Ispica, RA (mercoledì, 16 luglio 2025)–Un significativo pezzo di storia del Mediterraneo è emerso dai fondali marini della Sicilia. Al largo di Santa Maria del Focallo, nel territorio di Ispica, è stato quasi del tutto riportato alla luce un relitto greco databile tra il VI e il V secolo a.C. Questo eccezionale ritrovamento è frutto di un’intensa campagna di archeologia subacquea condotta dal Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. A sei metri di profondità, il relitto offre importanti indizi sulle tecniche di costruzione navale dell’epoca, arricchendo ulteriormente il nostro bagaglio di conoscenze sulla storia marittima antica.

di Mara Vidon

I resti della nave, inizialmente coperti da uno strato di sabbia e massi, sono stati parzialmente rivelati nel corso delle operazioni di scavo che si sono svolte tra maggio e giugno 2024. Lo scafo dell’imbarcazione appartiene alla tipologia “su guscio”, una tecnica di costruzione navale che prevedeva l’assemblaggio delle tavole del fasciame attraverso incastri strutturali. Grazie all’impiego di sofisticate tecnologie di rilievo e di scavo, è stato possibile scoprire numerosi dettagli, tra cui l’albero della nave e frammenti di ceramiche a figure nere, nonché un piccolo unguentario con la parola “NAU” (nave) incisa in lingua greca. L’incredibile stato di conservazione del materiale ritrovato ha offerto nuove e affascinanti informazioni sul mondo della navigazione greca.

Il coordinamento delle ricerche da parte dell’Università di Udine ha avuto un’importanza decisiva per il successo della campagna. Massimo Capulli, docente di archeologia subacquea e navale del dipartimento di Studi Umanistici e del patrimonio culturale, ha spiegato che la delicatezza del relitto, minacciato dalla corrosione dei molluschi marini, ha reso necessaria una gestione attenta e cauta. Questo lavoro meticoloso ha permesso di ottenere una documentazione approfondita, fondamentale per ricostruire le rotte commerciali e le tecniche navali del passato.

Le ricerche fanno parte di un ampio progetto scientifico, il Kaukana Project, avviato nel 2017 con l’intento di ricostruire il paesaggio sommerso e costiero della provincia di Ragusa. Il progetto si concentra sulle testimonianze storico-archeologiche lungo il litorale tra le antiche città di Ispica, Kaukana e Kamarina. In questo contesto, il relitto di Ispica rappresenta uno dei tasselli cruciali per comprendere le rotte marittime e le interazioni tra le civiltà del Mediterraneo antico.

Un altro importante risvolto della campagna di scavi è il progetto cinematografico internazionale che si affianca alla ricerca scientifica. Grazie alla collaborazione con la Sunk Costs Productions e la Sikelia Productions di Martin Scorsese, il relitto di Ispica diventerà protagonista di un docufilm dal titolo “Shipwreck of Sicily”, che esplorerà la storia dei relitti subacquei trovati lungo le coste siciliane. Il progetto ha visto anche la partecipazione di un’équipe cinematografica che ha documentato le fasi di scavo, unendo ricerca scientifica e narrazione visiva per raccontare la ricchezza storica del Mediterraneo.

Questo progetto, che coinvolge l’Università di Udine e la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, rappresenta un esempio di come la cooperazione tra istituzioni possa portare a risultati straordinari. Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale ai Beni culturali, ha sottolineato l’importanza di unire gli sforzi per arricchire la conoscenza della storia della Sicilia.

La campagna di scavi al largo di Ispica non solo ha messo in luce un pezzo importante della storia del Mediterraneo, ma ha anche confermato il ruolo centrale dell’Università di Udine nel panorama della ricerca archeologica subacquea. Con il supporto di esperti, tecnologie all’avanguardia e la collaborazione con le istituzioni locali, Udine continua a essere protagonista in progetti che valorizzano il nostro patrimonio culturale e storico, confermando l’importanza dell’archeologia come chiave di lettura delle civiltà antiche.

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Last modified: Luglio 16, 2025
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