Udine (martedì, 23 settembre 2025) — Ai Civici Musei di Udine si apre una fase di tensione tra lavoratori e gestione. FP Cgil Udine e Fisascat Cisl Fvg hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dipendente dalla cooperativa sociale Le Macchine Celibi, subentrata nell’appalto a novembre 2024, e indetto uno sciopero per il 1° novembre.
di Ludovica Maura Santarelli
Le sigle sindacali denunciano “gravi e sistematiche irregolarità” nella gestione dei rapporti di lavoro: stipendi calcolati in modo scorretto, con importi a volte superiori e poi trattenuti nei mesi successivi; ritardi nei versamenti; mancata attivazione del fondo sanitario integrativo Fasda e omissioni nei contributi a fondi assicurativi privati. A queste criticità si aggiunge l’erogazione di oltre 400 ore mensili di straordinari, considerate non trasparenti nelle modalità di assegnazione e remunerazione. Una situazione che, secondo i sindacati, mette a rischio la stabilità economica dei circa venti lavoratori impegnati nelle sei sedi museali cittadine.
La cooperativa respinge le accuse, sostenendo di aver rispettato gli accordi e di aver introdotto per la prima volta in un museo italiano il contratto nazionale Federculture, con conseguenti aumenti salariali. Eventuali errori, spiegano i responsabili, sarebbero stati episodi isolati, legati a “problemi organizzativi interni” e già corretti. “Il confronto con i lavoratori non è mai mancato, sorprende la scelta dello sciopero invece del dialogo”.
Anche il Comune di Udine, informato dai sindacati insieme al prefetto e all’assessore alla cultura Federico Pirone, richiama la cooperativa al pieno rispetto del contratto. “Abbiamo voluto il Federculture per garantire migliori tutele al personale” sottolinea Pirone. “Ora ci aspettiamo che ogni criticità venga risolta”.
Lo sciopero del 1° novembre, salvo accordi dell’ultima ora, potrebbe quindi fermare per un’intera giornata i musei civici cittadini.
Foto di Claudio Schwarz
Tag: civici musei, sciopero, udine Last modified: Settembre 23, 2025

