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Montagna che rinasce: a Ovaro l’università entra in campo per rigenerare il territorio

Udine (giovedì, 22 maggio 2025)–Accordo tra il Comune e l’Università di Udine per contrastare lo spopolamento e valorizzare il patrimonio culturale.

di Mara Vidon

Un patto per il rilancio della montagna. Il comune di Ovaro e l’Università di Udine hanno siglato una convenzione annuale, prorogabile con l’obiettivo di contribuire alla rigenerazione economica, sociale e culturale del territorio montano, contrastare l’esodo demografico e rafforzare l’attrattività residenziale.

La firma è avvenuta a Palazzo Antonini Maseri, sede dell’ateneo friulano, alla presenza del rettore Roberto Pinton e del sindaco di Ovaro, Lino Not. La collaborazione sarà portata avanti attraverso l'”Officina montagna” del progetto Cantiere Friuli, coordinata dal geografo Mauro Pascolini, referente scientifico dell’accordo, in sinergia con l’assessore alla cultura del Comune guidato da Agata Gridel.

“L’Università di Udine – ha detto Pinton – ha un interesse strategico verso la montagna, un incredibile patrimonio naturale e umano che abbiamo il dovere di affiancare per rilanciarla e farne un asset fondamentale delle nostre attività. La convenzione con il Comune di Ovaro ha proprio questo scopo rigenerativo del territorio perché è fondamentale riaccendere il legame della popolazione montana con il proprio patrimonio culturale materiale e immateriale incentivando le opportunità di sviluppo economico e anche del turismo culturale”.

Un’azione che si inserisce nel più ampio progetto “Davâr / Storie, tracce e materia”, per il quale il Comune di Ovaro ha ottenuto i fondi del Pnrr nell’ambito del bando “Attrattività dei borghi storici (Linea B)”. “Stiamo lavorando -ha spiegato il sindaco Not- per rendere accessibile il patrimonio culturale del territorio con nuovi allestimenti, mappature culturali e iniziative connesse ai musei: un percorso che sarà utile non solo agli abitanti ma anche al turismo, che potrà svilupparsi sempre più con sensibilità e rispetto nei confronti dei residenti promuovendo l’incontro e non semplicemente esperienze costruite attorno al turista”.

L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra enti locali e mondo accademico per contrastare lo spopolamento delle aree interne e costruire un nuovo modello di sviluppo, capace di coniugare cultura, ricerca e sostenibilità.

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Last modified: Maggio 22, 2025
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