Gemona del Friuli — Gravi irregolarità sono emerse in un allevamento di bovini a Gemona del Friuli, dove i carabinieri forestali del Centro Anticrimine Natura di Tolmezzo, insieme ai veterinari dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, hanno scoperto animali maltrattati e resti di carcasse sepolti sul terreno dell’azienda.
di Ludovica Maura Santarelli
Il controllo è scattato dopo alcune segnalazioni e si è concluso con il sequestro penale dell’intero allevamento. All’interno delle stalle, i militari hanno trovato una trentina di bovini in condizioni definite “incompatibili con la loro natura”: gli animali vivevano in spazi angusti, privi di lettiere pulite e con scarsa disponibilità di acqua e alimentazione adeguata. Alcuni mostravano evidenti segni di denutrizione e malessere fisico.
Durante le ispezioni, condotte anche con l’ausilio di georadar messi a disposizione dalla Protezione Civile, sono state individuate aree di terreno anomale. Gli scavi hanno rivelato la presenza di ossa e carcasse di almeno nove bovini, oltre a cumuli di rifiuti da demolizione e materiale di scarto edilizio smaltito illegalmente. Sono stati trovati inoltre decine di marchi auricolari, alcuni riconducibili ad animali risultati scomparsi.
Il titolare dell’azienda è stato denunciato per maltrattamento di animali, detenzione in condizioni incompatibili, smaltimento illecito di rifiuti e falsità ideologica in atto pubblico. Gli inquirenti stanno ora approfondendo la documentazione sanitaria e i registri aziendali per accertare eventuali altre irregolarità nella gestione del bestiame.
Il caso ha suscitato preoccupazione tra i residenti e le associazioni animaliste locali, riaccendendo il dibattito sulla tutela del benessere animale e sui controlli negli allevamenti. Episodi come questo mettono in luce i rischi di pratiche agricole non sostenibili, che possono provocare gravi sofferenze agli animali e compromettere la qualità ambientale del territorio.
Last modified: Novembre 6, 2025

