Udine — Il luna park della fiera di Santa Caterina di Udine aprirà il 31 ottobre, ma con numeri ridotti e un clima di forte tensione. Delle 78 attrazioni inizialmente previste ne resteranno soltanto 31, insieme a 5 chioschi gastronomici su 10. La decisione arriva dopo il parere negativo espresso dalla Soprintendenza, che ha bloccato parte dell’allestimento in piazza Primo Maggio per tutelare le alberature della zona.
di Ludovica Maura Santarelli
La riduzione ha scatenato la protesta dei giostrai, che lunedì si sono radunati davanti a Palazzo D’Aronco con cartelli e striscioni. “Non siamo numeri ma imprese”, hanno gridato, denunciando una gestione che — a loro dire — non avrebbe tenuto conto del valore storico e culturale del luna park. “Dopo mesi di promesse e incontri siamo rimasti con un nulla di fatto — ha dichiarato Denny Medini, portavoce dei lavoratori dello spettacolo viaggiante —. È inaccettabile che a pochi giorni dall’apertura ci venga comunicato che metà di noi resta esclusa. Le istituzioni dovrebbero tutelare i nostri diritti, non ostacolarli”.
Molti operatori, presenti da generazioni alla fiera di Santa Caterina, parlano di “decisioni arbitrarie” e chiedono soluzioni alternative, come l’utilizzo di aree da tempo considerate idonee, tra cui il parcheggio dello Stadio o il Giardin Grande. Eva Torricelli, titolare di uno storico chiosco gastronomico, in una lettera aperta ha ricordato che “il luna park non è solo lavoro, ma anche tradizione e memoria collettiva di una città”.
Dopo il fallimento del tavolo di mediazione, i giostrai annunciano un possibile ricorso al Tar, come già avvenuto nel 2021. Con oltre quaranta ditte escluse, la storica fiera rischia di accendere le sue luci tra polemiche e amarezza.
Last modified: Ottobre 28, 2025

