Trieste (martedì, 10 febbraio 2026) — Un urlo che si spegne in gola, una rabbia politica che si trasforma in ironia feroce, un’energia verbale e fisica capace di travolgere il pubblico. Arriva al Teatro dei Fabbri di Trieste “La Sparanoia – Atto unico senza feriti gravi purtroppo”, lo spettacolo ideato e scritto da Niccolò Fettarappa, con Lorenzo Guerrieri e il contributo intellettuale di Christian Raimo, in scena il 19 e 20 febbraio alle 20.30 nell’ambito della rassegna di teatro contemporaneo “AiFabbri2” della Contrada.
di Ludovica Maura Santarelli
Tra le voci più taglienti del panorama teatrale italiano, Fettarappa e Guerrieri portano sul palco un lavoro che è diventato negli ultimi anni un vero e proprio manifesto generazionale. Con una lingua affilata e un ritmo incalzante, “La Sparanoia” esplora il naufragio delle ambizioni rivoluzionarie di una generazione addomesticata, schiacciata dai ritmi della quotidianità domestica e dall’ossessione per la normalità. La rabbia politica, un tempo motore di cambiamento, si dissolve tra lavaggi delicati, pigiami, ansia sociale e frustrazioni quotidiane.
Lo spettacolo si interroga su ciò che resta del desiderio di rivolta quando il conflitto viene neutralizzato dall’abitudine e dalla precarietà. Ne emerge il ritratto amaro e insieme grottesco di giovani trasformati in “bolscevichi da divano”, più attenti alle previsioni meteo che alle strategie d’attacco, sospesi tra la nostalgia dell’insurrezione e l’immobilismo rassicurante di una routine anestetizzante.
La scrittura, che mescola satira politica e surrealismo, diventa una raffica di parole ed energia fisica. Il confine tra teatro civile e stand-up comedy si dissolve in una performance travolgente, capace di trasformare il pessimismo più nero in un atto di resistenza collettiva. Si ride, ma il riso è amaro e costringe a fare i conti con un mondo che chiede costantemente prestazione, successo e adattamento.
Già apprezzato su Rai Radio 3 e reduce da una lunga tournée, “La Sparanoia” conferma la forza espressiva di Fettarappa e Guerrieri, autori, registi e interpreti di un lavoro che è al tempo stesso accusa e confessione. Inserito perfettamente nel percorso di ricerca della Contrada sui nuovi linguaggi teatrali, lo spettacolo offre al pubblico triestino l’occasione di scoprire uno dei titoli più originali e incisivi degli ultimi anni.
L’appuntamento è per mercoledì 19 e giovedì 20 febbraio, alle ore 20.30, al Teatro dei Fabbri: un atto unico cinico, intelligente e necessario, che racconta con spietata ironia il disastro del presente.



