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In\Visible Cities torna a Gorizia e Gradisca d’Isonzo: dieci giornate oltre gli schemi

Dal 26 al 30 agosto a Gorizia e dal 2 al 6 settembre a Gradisca d’Isonzo la dodicesima edizione del festival: oltre 40 eventi tra teatro, danza, musica, performance, arte e scienza

Gorizia/Gradisca D’Isonzo (mercoledì, 19 agosto 2026) Dieci giornate, oltre 40 appuntamenti e una programmazione pensata per portare il pubblico “fuori” dagli schemi. È questo il filo conduttore della dodicesima edizione di In\Visible Cities, il festival organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro, in programma a Gorizia dal 26 al 30 agosto e a Gradisca d’Isonzo dal 2 al 6 settembre.

di Ludovica Maura Santarelli

La nuova edizione inaugura un triennio di progettazione e rinnova l’attenzione verso la sperimentazione, le drammaturgie originali e la contaminazione tra linguaggi artistici. Teatro, danza, musica e performance partecipative, itineranti e multimediali occuperanno spazi diversi delle due città, con l’obiettivo di proporre modalità non convenzionali di incontro con la cultura.

«Con questo nuovo triennio abbiamo scelto di dare un nome preciso alla nostra voglia di andare fuori», ha spiegato il co-direttore artistico Gioele Peressini, presentando sei percorsi tematici dedicati ad altrettanti modi di rompere gli schemi, uscire dagli spazi abituali ed esplorare nuove strade.

Tra gli appuntamenti principali figurano “L’universo non ci stava pensando”, con l’astrofisica Edwige Pezzulli e la compositrice Silvia Leonetti, “Seeking Unicorns” di Chiara Bersani, il concerto “Surtùm” di Massimo Silverio, “Asteroide” di Marco D’Agostin e l’installazione immersiva “What Will We Do Without Exile?” dell’artista palestinese Basel Zaraa.

La programmazione si articola in diversi percorsi. “Fuori formato” raccoglie performance che sperimentano nuovi modi di raccontare e di abitare gli spazi, mentre “Fuori posto” porta il festival fuori dai luoghi teatrali convenzionali, coinvolgendo il territorio e spazi come il Birrificio Antica Contea e l’azienda Bortoluzzi Wines. “Fuori dal seminato” guarda invece alle nuove generazioni e alle ricerche artistiche più audaci, mentre “Fuori da noi” riunisce produzioni e residenze nate all’interno del festival.

Particolare attenzione sarà dedicata anche all’accessibilità attraverso “Zero gradi di separazione”, progetto giunto alla quarta edizione che valorizza artiste e artisti professionisti con disabilità e lavora per rendere gli appuntamenti accessibili a persone con differenti esigenze motorie, sensoriali e cognitive. Tra gli spettacoli e i progetti inseriti nella sezione figurano “Tea for Five: Opium Clippers”, “Seeking Unicorns”, “Cuna. Dal buio prende forma un universo di sensazioni”, “Pas Moi” e la mostra “Segni di Resistenza”.

«Con il progetto “Zero Gradi di Separazione” vogliamo affermare che l’accessibilità è una scelta civile e un atto creativo», ha sottolineato la co-direttrice artistica Miriam Paschini, evidenziando l’obiettivo di costruire un festival in cui la diversità delle esperienze rappresenti una risorsa per tutto il pubblico.

Anche quest’anno sarà inoltre parte integrante della manifestazione “ARS. Arti Re(l)azioni Scienze”, rassegna promossa dal Comune di Gradisca d’Isonzo che mette in dialogo ricerca scientifica e linguaggi artistici attraverso residenze, performance e sperimentazioni. Il programma affronta temi legati alla mobilità, alla sostenibilità, al rapporto con l’ambiente e con l’altro, alle tradizioni e alla ricerca sonora.

Il festival coinvolgerà inoltre associazioni, attività commerciali e realtà culturali locali. A Gradisca d’Isonzo, dal 2 al 6 settembre, sarà attiva CasaFestival, mentre la collaborazione con l’associazione SiAmo Gradisca punta a rafforzare le ricadute della manifestazione sul tessuto commerciale cittadino.

Tutti gli eventi sono gratuiti fino a esaurimento posti, ad eccezione di “Concerto per campanelli di bicicletta”, per il quale è previsto un contributo di 5 euro. È consigliata la prenotazione tramite WhatsApp o SMS al numero indicato dall’organizzazione. Gli aggiornamenti su eventuali variazioni di orari e location saranno comunicati attraverso i canali social del festival.

Con la dodicesima edizione, In\Visible Cities rinnova così la propria vocazione alla sperimentazione, trasformando gli spazi urbani e il paesaggio in luoghi di incontro tra artisti, pubblico, comunità e ricerca.

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Last modified: Agosto 20, 2026
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