Gorizia (giovedì, 2 luglio 2026) — Gorizia e Gradisca d’Isonzo tornano a essere palcoscenico di In\Visible Cities XL, il progetto firmato Quarantasettezeroquattro che attraverso teatro, performance ed esperienze immersive invita il pubblico a osservare il territorio con uno sguardo nuovo. Il quarto fine settimana della rassegna è in programma il 3 e 4 luglio 2026, con due appuntamenti a ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria.
di Ludovica Maura Santarelli
Il progetto prosegue il suo percorso tra linguaggi innovativi e narrazioni del territorio, proponendo esperienze partecipative che intrecciano ricerca storica e sperimentazione artistica, con l’obiettivo di far emergere memorie, identità e trasformazioni dei luoghi.
Il primo appuntamento è previsto per venerdì 3 luglio alle 18 a Gorizia con “Orfana la mia città”, performance itinerante e audioguidata ideata da Riccardo Tabilio. Attraverso cuffie wi-fi e un percorso urbano guidato, il pubblico sarà accompagnato in una passeggiata immersiva alla scoperta della città e della sua complessa storia di confine.
L’esperienza prende avvio dalle ricerche dello storico Alessandro Cattunar e dalle testimonianze raccolte insieme a Kaja Širok, ricostruendo un itinerario attraverso le principali fasi del Novecento: dalla Gorizia asburgica alla Grande Guerra, dall’affermazione del fascismo di confine fino alle trasformazioni successive alla Seconda guerra mondiale e alla nascita della frontiera del 1947 tra Italia e Jugoslavia. Non una semplice visita guidata, ma un percorso immersivo che coinvolge direttamente il pubblico nel rapporto tra città e memoria storica.
Il secondo appuntamento si terrà sabato 4 luglio alle 21 a Gradisca d’Isonzo, negli spazi di Palazzo Torriani, con “La forma del maschio”, produzione di Quarantasettezeroquattro scritta e interpretata da Gioele Peressini. Lo spettacolo rientra nel progetto “Devianti. Storie di corpi e identità non conformi. 1900-1950” e nasce dalle ricerche contenute nel volume di Marco Reglia “Mascolinità devianti: dall’ex Litorale austriaco all’ex Venezia Giulia”.
Attraverso documenti giudiziari e materiali d’archivio, la performance indaga la repressione dei corpi e delle identità non conformi tra fine Ottocento e metà Novecento, raccontando vicende di uomini che hanno messo in discussione i modelli dominanti di mascolinità nei diversi contesti politici e storici del territorio. Un lavoro teatrale che riporta alla luce storie rimaste ai margini della narrazione ufficiale.
In\Visible Cities XL 2026 prosegue così il suo percorso di sperimentazione, inaugurando un nuovo ciclo triennale orientato al tema “Andare fuori”, inteso come uscita dagli spazi teatrali tradizionali per abitare luoghi urbani e naturali attraverso pratiche artistiche diffuse e interattive. L’obiettivo è quello di costruire nuove forme di relazione tra pubblico, territorio e linguaggi della scena contemporanea.
Last modified: Luglio 2, 2026

