Gemona del Friuli — Il Giro d’Italia 2026 si concluderà in Friuli Venezia Giulia, nel segno della memoria e della rinascita. La penultima tappa della 109ª edizione della Corsa Rosa, in programma il 30 maggio 2026, partirà da Gemona del Friuli per arrivare a Piancavallo, nel cinquantesimo anniversario del terremoto che nel 1976 devastò il Friuli.
di Ludovica Maura Santarelli
Un omaggio a una terra che, in mezzo secolo, ha saputo ricostruirsi e diventare un punto di riferimento sportivo e umano. La tappa attraverserà alcuni dei comuni più colpiti dall’Orcolat — Buja, Majano, Colloredo di Monte Albano, e forse Forgaria e Clauzetto — prima di affrontare una doppia scalata al Piancavallo, montagna simbolo del ciclismo e già teatro delle imprese di Marco Pantani.
Sarà un finale spettacolare e tecnicamente impegnativo: la salita, lunga circa 15 chilometri con pendenze che toccano il 14%, promette di decidere la classifica generale alla vigilia dell’ultima passerella di Roma. La discesa verso Barcis e la Valcellina renderà ancora più movimentato il tratto conclusivo, in un contesto naturale di grande fascino.
La tappa friulana arriva dopo il tappone dolomitico del Fedaia, e si inserisce in un percorso che, secondo le anticipazioni, prevede anche gli arrivi in quota di Pila e Madonna di Campiglio.
A rendere possibile l’evento, anche un importante impegno economico della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha stanziato oltre 8 milioni di euro per la sistemazione delle strade nei territori attraversati.
Una tappa, dunque, che unisce sport, memoria e territorio, e che nel 2026 riporterà il grande ciclismo nel cuore del Friuli.


