Udine (domenica, 25 gennaio 2026) — È affidato alla forza evocativa della musica il compito di accompagnare, anche quest’anno, la riflessione del Teatro Nuovo Giovanni da Udine in occasione del Giorno della Memoria. Martedì 27 gennaio, data simbolo del ricordo delle vittime della Shoah, il teatro propone un concerto che attraversa epoche e linguaggi diversi, ma accomunati da un filo rosso ben preciso: il rapporto complesso, spesso drammatico, tra creazione artistica e i totalitarismi del Novecento. Un percorso sonoro che diventa occasione di ascolto consapevole e di memoria collettiva.
di Ludovica Maura Santarelli
Protagonista della serata sarà la FVG Orchestra, diretta da Paolo Paroni, chiamata a interpretare un programma che accosta pagine di Felix Mendelssohn, Sergej Prokof’ev e Dmitrij Šostakovič, compositori le cui opere e vicende biografiche sono state segnate, in modi diversi, dalla censura, dalla persecuzione e dalla violenza ideologica. Il concerto sarà proposto in due momenti: una matinée riservata alle scuole, con inizio alle ore 11.00, e una replica serale aperta al pubblico alle ore 20.30.
Il programma si apre con due Sinfonie per archi giovanili di Felix Mendelssohn, la n. 3 in Mi minore e la n. 4 in Do minore, composte tra il 1821 e il 1823. Pagine intense, dai toni cupi e drammatici, che assumono un significato ancora più forte se lette alla luce della successiva condanna dell’opera del compositore da parte del regime nazista, che ne vietò l’esecuzione in quanto autore ebreo.
La seconda parte del concerto è interamente dedicata al Novecento. Di Sergej Prokof’ev verrà eseguita l’Ouverture su temi ebraici op. 34, raffinato gioiello orchestrale ispirato a melodie popolari, in cui ironia, malinconia e inquietudine si intrecciano in un linguaggio moderno e personale. In chiusura, due celebri suite di Dmitrij Šostakovič – la Suite per Orchestra Jazz n. 1 e la Suite per Orchestra di Varietà n. 1, composte tra il 1934 e il 1938 – testimoniano il difficile equilibrio del compositore russo tra creatività e controllo ideologico. Dietro melodie brillanti e apparentemente leggere si celano ambiguità e tensioni profonde, tanto da essere bollate come “musica degenerata” dalla propaganda nazista.
Il concerto sarà preceduto da un’introduzione del direttore artistico Musica del Teatro, Paolo Cascio, e da una testimonianza video di Sami Modiano, sopravvissuto alla Shoah, che contribuirà a rendere ancora più intenso il momento di ascolto. Il biglietto unico è fissato a 20 euro, con una riduzione del 50% per i giovani. Una proposta che unisce musica e memoria, invitando il pubblico a non dimenticare e a interrogarsi, attraverso l’arte, sulle ferite della storia.
Last modified: Gennaio 25, 2026

