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Giallo al limite della città: due cadaveri rinvenuti in un casolare abbandonato a Udine

Udine — Lunedì 24 novembre 2025, intorno alle ore 13:00, la periferia est della città è stata scossa da una scoperta macabra: due corpi senza vita sono stati rinvenuti all’interno di un casolare dismesso al civico 142 di via Bariglaria, nella zona di San Gottardo, in prossimità della pista ciclabile FVG4. L’edificio, da anni abbandonato e noto per essere occasionalmente occupato da persone senza fissa dimora, è diventato dunque teatro di un mistero ancora tutto da chiarire.

di Ludovica Maura Santarelli

L’immobile risulta disabitato da almeno quindici anni; durante il sopralluogo sono stati individuati giacigli improvvisati, sacchi a pelo e tracce che suggeriscono un uso come rifugio temporaneo. Da più fonti emerge che le due vittime erano uomini stranieri, senza fissa dimora: alcune indicano la cittadinanza pakistana, con età intorno ai 35 e 38 anni, altre stimano un’età più bassa, tra i 25 e i 30 anni. Al momento non è stata divulgata un’identificazione ufficiale.

Le condizioni in cui sono stati ritrovati i cadaveri – in avanzato stato di decomposizione – fanno ritenere che i decessi siano avvenuti da diversi giorni, forse settimane o addirittura mesi. Non si sono rilevati segnali esterni evidenti di violenza, anche se gli esiti dell’autopsia e degli esami tossicologici dovranno stabilire le cause precise e se sia intervenuta o meno la mano di terzi.

La Questura di Udine, insieme alla magistratura e al medico legale, ha avviato indagini approfondite: al vaglio sono diverse ipotesi, dalla morte per cause naturali o incidente, all’intossicazione da monossido o altre sostanze, fino a una possibile aggressione o evento violento. La natura dell’edificio – abbandonato, non sorvegliato – solleva anche questioni più ampie su sicurezza urbana e politiche di inclusione sociale.

Il quartiere San Gottardo – pur non distante dal centro cittadino – contiene aree meno sorvegliate: l’immobile in questione è uno dei tanti edifici abbandonati che, per stato fatiscente o mancanza di controllo, diventano rifugi per persone in condizioni di marginalità, incrementando i rischi per la comunità. Il fatto che sia stato un semplice passante a lanciare l’allarme dipinge un quadro in cui zone “dormienti” passano inosservate e richiamano l’attenzione su come alcune realtà urbane restino nascoste alla vigilanza quotidiana.

Quanto si sa finora è che i corpi sono stati scoperti in un casolare abbandonato in via Bariglaria, che le vittime erano due uomini stranieri senza dimora, in avanzato stato di decomposizione, e che al momento non sono evidenti segni esterni di violenza. Le indagini sono in pieno svolgimento, con autopsia e analisi in corso per chiarire la dinamica della morte. Tuttavia restano diversi punti da chiarire: l’identità delle vittime, il tempo preciso del decesso, il coinvolgimento di terze persone, la proprietà e lo stato di sorveglianza dell’edificio.

Il ritrovamento rappresenta non solo una tragedia individuale, ma anche un simbolo della marginalità e dell’abbandono urbano. Il completamento degli accertamenti sarà fondamentale per trasformare questo mistero in un caso con risposte chiare. La comunità locale attende risposte, così come l’intera città dovrà confrontarsi con la gestione degli spazi periferici e la tutela delle persone più vulnerabili.

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Last modified: Novembre 25, 2025
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