Scritto da 12:57 pm Friuli Venezia Giulia, Attualità, Italia

Gaza, guerra senza fine e coloni impuniti: il conflitto continua tra distruzione e insediamenti

Pordenone (sabato, 14 febbraio 2026) — Sabato 21 febbraio 2026, a Pordenone, Piazzetta Cavour si trasformerà in un luogo di mobilitazione e riflessione civile per affrontare uno dei nodi più controversi dell’attualità geopolitica: il conflitto israelo-palestinese e le conseguenze di un genocidio che non accenna a fermarsi. Dalle 17:30 alle 19:30, il sit-in “Gaza. Guerra senza fine. Coloni impuniti” promuove un’azione di denuncia e solidarietà verso le popolazioni palestinesi, con un appello all’opinione pubblica affinché si interrompa «il silenzio e l’indifferenza» di fronte alle violenze sistemiche che attraversano la regione.

di Ludovica Maura Santarelli

L’iniziativa, promossa dal Comitato per la Palestina Pordenone, va oltre l’immediato impulso emotivo che spesso accompagna i grandi conflitti. Nel comunicato ufficiale si legge come le immagini provenienti dalla Striscia di Gaza raccontino non solo «macerie, morte e distruzione», ma anche forme di resistenza e dignità umana sotto assedio. A queste si affianca una denuncia netta dell’azione dei coloni israeliani nei territori occupati di Cisgiordania, dove aggressioni quotidiane contro civili, incendi di case e sradicamento di ulivi sono descritti come strumenti di una strategia che mina la stessa sopravvivenza sociale e culturale della popolazione palestinese.

Per gli organizzatori, la scelta del luogo – una piazza cittadina nel cuore di Pordenone – non è casuale: la dimensione locale vuole riflettere l’urgenza di un dibattito pubblico più ampio, che coinvolga i cittadini italiani in una visione consapevole dei diritti umani e del diritto internazionale. In un’epoca in cui le cronache quotidiane riportano notizie di tregue fragili, riprese di ostilità e manifestazioni di solidarietà in diverse città europee e italiane, il sit-in si inserisce nel filone delle iniziative civiche che chiedono un impegno diretto e non meramente simbolico da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

L’evento di Pordenone si svolge in un momento in cui il conflitto, pur non sempre in prima pagina, continua a segnare profondamente la vita di milioni di persone. Per decenni la Striscia di Gaza è stata teatro di cicli di violenza ininterrotti, con cicatrici profonde sulla popolazione civile e prigioniera di un ambiente urbano devastato, e con un tessuto sociale in costante sofferenza umanitaria. Parallelamente, la Cisgiordania vive una quotidianità di pressioni, scontri e insediamenti che complicano ulteriormente ogni prospettiva di pace duratura.

La chiamata alla piazza di Piazzetta Cavour invita dunque a una mobilitazione non violenta, a una riflessione critica su ciò che succede oltre le linee di combattimento e sui modi in cui le società occidentali percepiscono e reagiscono a una delle crisi più lunghe e complesse del nostro tempo. Al centro, sottolineano gli organizzatori, c’è la dignità delle vittime, la responsabilità delle istituzioni e la necessità di un’attenzione collettiva che non si fermi alle cronache, ma si traduca in analisi e impegno civico concreto.

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Last modified: Febbraio 14, 2026
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