Udine (martedì, 15 luglio 2025)–“Il fenomeno del dumping contrattuale rischia di minare le basi di un mercato sano, leale e sostenibile”. A lanciare l’allarme è Lorenzo Mazzolini, direttore provinciale di Confcommercio Udine, che mette in guardia contro una pratica che, sempre più diffusa, genera concorrenza sleale tra imprese e penalizza i lavoratori.
di Mara Vidon
Secondo Confcommercio, alla radice del problema c’è l’uso di contratti collettivi firmati da soggetti privi di reale rappresentatività. Questi contratti cosiddetti “pirata” offrono trattamenti economici e normativi al ribasso, creando squilibri nel settore del commercio, dei servizi e del turismo. Le aziende corrette, che applicano i contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, si trovano così a competere con chi taglia i costi a scapito dei diritti dei dipendenti.
“Le imprese si devono rendere conto che, in una fase storica in cui si fatica a reperire personale di qualità, offrire un contratto di lavoro con diritti chiari e concrete tutele è una leva strategica per la competitività”, sottolinea Mazzolini. “Chi invece si affida a contratti “pirata”, a caccia di un effimero e improduttivo risparmio, crea conseguenze evidenti per il lavoratore, che si ritrova senza quattordicesima, con meno ferie, indennità e garanzie in caso di assenza per motivi di salute o familiari”.
Una recente ricerca di Adapt – l’associazione che studia il mercato del lavoro – evidenzia i danni concreti: chi lavora con contratti “pirata” perde ogni anno tra i 3.000 e i 4.000 euro di retribuzione, con una riduzione dei contributi previdenziali che in alcuni casi supera i 1.500 euro annui. “Tutto questo – denuncia Mazzolini- in presenza di una distorsione gravissima che crea dumping e mina la sostenibilità stessa delle imprese corrette che rispettano i contratti sottoscritti da Confcommercio e dai sindacati maggiori .
Confcommercio Udine ricorda che la tutela dei dipendenti passa anche attraverso l’Ebiter, l’ente bilaterale che riunisce imprese e sindacati per garantire formazione, welfare e sostegno. Da qui l’appello: “l’urgenza di assicurare il rispetto della contrattazione collettiva nazionale, l’univa via per impedire la proliferazione di contratti irregolari, che espongono tra l’altro imprenditori spesso mal consigliati a sanzioni che inevitabilmente emergono in sede ispettiva. Si tratta del recupero contributivo sui minimi retributivi e sulla disapplicazione di tutti i benefici economici in materia di legislazione sociale, senza dimenticare la pesante impossibilità di utilizzare le flessibilità contrattuali, come il lavoro a tempo determinato e quello stagionale, che solo i contratti leader per legge possono prevedere e che sono quanto mai essenziali in settori come quelli del terziario di mercato”.
Il dumping contrattuale comporta anche un blocco delle flessibilità contrattuali, come i contratti a tempo determinato o stagionali, che solo i contratti leader possono prevedere per legge: uno strumento indispensabile, soprattutto nel terziario.
«Confcommercio Udine – conclude Mazzolini – chiede un confronto serio e urgente con le istituzioni. Non possiamo restare indifferenti di fronte a un sistema che premia chi elude le regole e penalizza chi le rispetta. Applicare i contratti veri e respingere quelli siglati da soggetti non rappresentativi né delle imprese, né dei lavoratori è l’unica via per difendere la dignità del lavoro e il futuro delle aziende, oltre a consentire loro di reperire collaboratori esperti e di alta professionalità».
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Last modified: Luglio 15, 2025

