Scritto da 5:02 pm Friuli Venezia Giulia, Eventi/Spettacolo, Italia

Cronache di ordinaria persecuzione: una serata per capire il confine orientale tra il 1942 e il 1945

San Pier D’Isonzo (domenica, 1 febbraio 2026) — Un viaggio nella storia meno raccontata del Novecento italiano ed europeo, tra violenze, repressioni e drammi quotidiani. È questo il cuore di “Cronache di ordinaria persecuzione al confine orientale 1942-1945”, l’incontro promosso da StoriaStoriePN per approfondire una delle pagine più complesse e controverse della Seconda guerra mondiale. L’appuntamento si propone di riportare al centro dell’attenzione il contesto del confine orientale italiano negli anni cruciali compresi tra il 1942 e la fine del conflitto, segnati da occupazione, deportazioni, repressione politica ed etnica.

di Ludovica Maura Santarelli

Il periodo preso in esame coincide con una fase di forte instabilità e violenza, in cui le popolazioni locali – slovene, croate, italiane ed ebraiche – furono coinvolte in una spirale di persecuzioni incrociate, rappresaglie e politiche di controllo sempre più dure. L’incontro intende restituire complessità a una vicenda storica spesso ridotta a letture semplificate o strumentali, offrendo strumenti per comprendere le dinamiche che portarono alla radicalizzazione dello scontro e alle tragedie che ne seguirono.

Attraverso un’analisi puntuale delle fonti e delle testimonianze, verranno ricostruite le politiche repressive messe in atto dai regimi fascista e nazista, ma anche le forme di resistenza, adattamento e sopravvivenza delle comunità coinvolte. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla dimensione quotidiana della persecuzione: internamenti, controlli, arresti arbitrari, confische e deportazioni che segnarono profondamente la vita di migliaia di persone.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso culturale promosso da StoriaStoriePN, volto a diffondere una conoscenza storica rigorosa e accessibile, capace di dialogare con il presente. Comprendere cosa accadde al confine orientale tra il 1942 e il 1945 significa infatti interrogarsi sulle radici dei conflitti identitari, sulle responsabilità collettive e sull’importanza della memoria come strumento di consapevolezza civile.

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Last modified: Febbraio 1, 2026
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