Udine (martedì, 16 dicembre 2025) — Il Friuli Venezia Giulia si trova a fronteggiare un preoccupante aumento dei reati ambientali. Nel 2024, secondo il Rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente, gli illeciti accertati sono stati 856, con un incremento del 58,2% rispetto all’anno precedente. La regione sale così dal 18° al 15° posto nella classifica nazionale, un segnale chiaro della crescita di fenomeni che incidono sulla salute pubblica, sull’economia e sulla qualità del territorio.
di Ludovica Maura Santarelli
Le criticità emergono in diversi ambiti: il ciclo dei rifiuti rappresenta il fronte più problematico, con 246 illeciti penali, quasi raddoppiati rispetto al 2023, seguito dai reati legati al cemento e alle opere edilizie, in aumento del 24,2%. I reati contro gli animali restano invece stabili, con particolare incidenza nelle province di Gorizia e Trieste.
Udine è la provincia più colpita della regione, con 355 reati accertati, 201 denunce, un arresto e 64 sequestri, guidando la classifica regionale sia per il ciclo dei rifiuti sia per quello del cemento. Questi dati sottolineano come, nonostante il rafforzamento normativo avvenuto con la legge 68/2015 e l’inserimento della tutela ambientale tra i principi costituzionali nel 2022, la sfida sia ancora aperta.
Durante il convegno di presentazione del rapporto, Legambiente FVG ha proposto l’avvio di un progetto di monitoraggio civico dell’illegalità ambientale, coinvolgendo università, associazioni, istituzioni e cittadini. L’obiettivo è costruire una rete di prevenzione e controllo che affianchi l’azione repressiva, rendendo la legalità una scelta attiva e condivisa.
Anche l’assessora all’Ambiente di Udine, Eleonora Meloni, ha sottolineato come i reati ambientali non siano un fenomeno distante, ma colpiscano direttamente la comunità. Ha richiamato la necessità di una risposta coordinata dello Stato e delle istituzioni locali, accompagnata da un lavoro di sensibilizzazione e formazione civica, in particolare tra i giovani e le scuole.
Il quadro emerso dal Rapporto Ecomafia 2025 è dunque duplice: da un lato, un aumento significativo dei reati ambientali; dall’altro, l’avvio di strumenti di conoscenza, collaborazione e prevenzione che possano rafforzare la legalità e tutelare concretamente il territorio friulano, con Udine come provincia pilota di iniziative di monitoraggio e sensibilizzazione.
Last modified: Dicembre 16, 2025

