Udine (venerdì, 5 dicembre 2025) — Una maxi-inchiesta della Guardia di Finanza di Udine, coordinata dalle Procure di Udine e Pordenone, ha fatto emergere un presunto sistema di manipolazione degli appalti per la fornitura di scuolabus in Friuli Venezia Giulia. Sotto la lente sono finite 14 gare bandite tra il 2018 e il 2025 nelle province di Udine e Pordenone, per un valore complessivo di oltre 1,6 milioni di euro, tutte aggiudicate alla stessa azienda della provincia di Venezia.
di Ludovica Maura Santarelli
Secondo gli investigatori, i capitolati di gara sarebbero stati costruiti su misura per favorire la ditta: l’azienda avrebbe proposto ai Comuni modelli, caratteristiche tecniche e prezzi dei mezzi ancor prima della pubblicazione delle gare, contribuendo in alcuni casi alla stesura delle specifiche. Queste, talmente dettagliate da coincidere perfettamente con i propri veicoli, avrebbero di fatto escluso ogni concorrenza. Alle gare seguivano poi ribassi minimi, resi irrilevanti dal fatto che i prezzi di base risultavano già concordati.
L’inchiesta ha portato alla denuncia di 18 funzionari pubblici e dell’agente commerciale dell’azienda, accusati di aver turbato la libertà del procedimento di scelta del contraente. Quattro procedimenti sono già stati definiti in primo grado dal Tribunale di Udine, con due condanne e due patteggiamenti che consolidano l’impianto dell’accusa.
La Guardia di Finanza ha inoltre segnalato possibili danni erariali alla Corte dei Conti di Trieste, legati alla duplicazione dei costi e alla mancata applicazione di penali in caso di ritardi nelle consegne.Il quadro delineato dagli inquirenti apre interrogativi pesanti sulla trasparenza e il controllo degli appalti pubblici, soprattutto in un settore delicato come il trasporto scolastico, dove la garanzia di qualità, sicurezza e correttezza amministrativa dovrebbe essere assoluta.
Last modified: Dicembre 5, 2025

