Pordenone (domenica, 15 febbraio 2026) — Domenica 22 febbraio 2026, dalle 17:30 alle 19:30, presso l’Oratorio don Angelo Ciani in Piazzale Sacro Cuore – Via Cellina a Pordenone, si terrà l’incontro “Storie e poesie: di occupazione e resistenza”, promosso dal Comitato per la Palestina Pordenone. L’iniziativa porta in piazza riflessioni, narrazioni e interventi sul tema dell’occupazione militare israeliana e delle forme di resistenza civile, in una formula che intreccia esperienza diretta e linguaggio poetico per raccontare un conflitto che continua a segnare profondamente la vita di milioni di persone.
di Ludovica Maura Santarelli
Israele continua a bombardare la Striscia di Gaza nonostante gli accordi di cessate il fuoco siglati nell’ottobre scorso, mentre nei territori occupati di Cisgiordania la violenza dei coloni e l’espansione degli insediamenti siano «purtroppo diventati la normalità». Accanto a questo quadro, gli organizzatori mettono in evidenza la crescente criminalizzazione degli aiuti umanitari e di chi porta sostegno al popolo palestinese, con arresti anche nel territorio italiano.
L’evento ha una duplice anima: da un lato, fornisce uno spazio pubblico di ascolto e confronto; dall’altro, utilizza le parole come strumento di resistenza e testimonianza. La scelta di alternare racconti e letture poetiche si inserisce in una tradizione, già declinata in altre iniziative letterarie e culturali, secondo cui la poesia diventa veicolo di memoria e dignità, capace di trasmettere esperienze e tensioni che sfuggono alla pura cronaca.
Anche nel contesto italiano si moltiplicano iniziative che usano la letteratura e l’arte per raccontare l’attualità mediorientale e le forme di resistenza nonviolenta. Reading di versi, performance poetiche e momenti di lettura contribuiscono a esplorare dimensioni dell’esperienza umana che spesso restano in ombra nei grandi reportage: il dolore, la speranza, la memoria collettiva e individuale.
La piazza di Piazzale Sacro Cuore, per due ore, si trasformerà così in un luogo di riflessione pubblica, invitando i partecipanti non solo ad ascoltare, ma a interrogarsi sulla complessità di un conflitto che, da decenni, intreccia politica, diritti umani e narrazioni culturali. In una cornice in cui le parole sono chiamate a superare la frammentazione delle notizie, storie e poesie si fanno strumento per comprendere meglio non solo i fatti, ma le vite e le prospettive di chi vive sotto l’occupazione e sceglie comunque di resistere.
Last modified: Febbraio 14, 2026

