Scritto da • 9:50 pm• Udine, Cultura

A Udine il nuovo libro di Sergio Sarti: “Il senso della vita” presentato a Casa Cosattini-Jacchia

Mercoledì 23 settembre la presentazione della raccolta di “racconti partigiani” e scritti autobiografico-filosofici, pubblicata da La Nuova Base

Udine (giovedì, 24 settembre 2026) – Sarà presentato mercoledì 23 settembre alle 18.30, nel giardino di Casa Cosattini-Jacchia, il volume Il senso della vita di Sergio Sarti, pubblicato da La Nuova Base. La raccolta riunisce otto “racconti partigiani” e altri scritti di carattere autobiografico e filosofico, molti dei quali inediti.

di Ludovica Maura Santarelli

L’appuntamento rappresenta il primo evento pubblico nella nuova sede dell’Associazione Partigiani “Osoppo-Friuli”, un luogo dal forte valore simbolico per la storia della Resistenza udinese. La casa fu infatti teatro della violenza fascista e venne abitata dalla famiglia Cosattini, tra le prime e più note famiglie di Udine ad aver preso parte al movimento della Resistenza e alla ricostruzione.

Vi vissero Giovanni Cosattini (1878-1954), deputato socialista con Matteotti, sindaco di Udine e membro dell’Assemblea Costituente, e i figli Luigi (1913-1945), giurista deportato a Buchenwald, e Alberto (1916-2010). La casa diede inoltre rifugio a Graziella Jacchia, giovane ebrea veneziana.

La presentazione si svolgerà nel giardino della casa, in attesa della conclusione dei lavori di ristrutturazione necessari a renderla agibile. In caso di maltempo l’incontro sarà trasferito nell’aula magna del liceo Classico “Stellini”, dove Sarti insegnò.

Interverranno il presidente dell’Associazione “Gli Stelliniani” Andrea Purinan, il figlio dell’autore Massimo Sarti, il curatore della raccolta Enrico Petris, entrambi coinvolti nel ritrovamento degli scritti inediti, il presidente dell’Associazione Partigiani “Osoppo-Friuli” Roberto Volpetti e l’assessore alla Cultura del Comune di Udine Federico Pirone. L’attore teatrale Francesco Cevaro sarà invece protagonista delle letture di alcuni testi.

Gli scritti ritrovati

Il volume contiene otto racconti, dei quali soltanto due erano già noti: La bambola e Quel giorno, a Pratolungo, quest’ultimo confluito nel romanzo Fino all’alba (Aviani & Aviani, 2023) e incentrato sulla vicenda di Porzûs.

I primi cinque racconti furono composti a cavallo della fine della Seconda guerra mondiale, a poca distanza temporale dai fatti narrati. Nelle intenzioni dell’autore dovevano confluire in una raccolta intitolata Il senso della vita, pensata come raccolta di “racconti della montagna” e dedicata «ai caduti della brigata Osoppo». Gli ultimi tre testi sono invece di composizione più tarda, ma affrontano tematiche affini.

«Accostarsi agli scritti di Sergio Sarti equivale, per molti aspetti, a inoltrarsi in uno spazio intellettuale ancora sorprendentemente vitale, nel quale colpiscono la perdurante freschezza, l’attualità dello sguardo e la ricchezza di una riflessione che si conserva integra a oltre vent’anni dalla sua scomparsa», scrive Roberto Volpetti nella prefazione al volume.

Prima di diventare un insegnante e filosofo stimato, tra i principali studiosi italiani della filosofia ispano-americana, Sergio Sarti fu partigiano della brigata Osoppo con il nome di battaglia Gino. Partecipò a diverse battaglie nel Friuli Orientale, tra cui quelle di Nimis e Povoletto. Un capitolo della sua vita che, come spiegato nel comunicato, gli stessi familiari hanno potuto ricostruire anche grazie agli scritti ritrovati e ora raccolti nel volume.

I racconti sono caratterizzati da uno stile asciutto e ricco di dialoghi, che porta il lettore direttamente all’interno delle scene e delle vicende narrate. Gli episodi trovano inoltre riscontri storici verificabili attraverso altre fonti, rendendo la testimonianza di Sarti particolarmente significativa.

Al centro ci sono storie di umanità e di persone chiamate ad agire senza esitazioni quando le circostanze lo impongono, mantenendo però attenzione e comprensione verso l’altro. Gino, nome adottato anche dalla voce narrante di diversi racconti, cerca di individuare un senso negli avvenimenti anche quando i compagni, osservandoli da una prospettiva più ravvicinata, non riescono a farlo.

La seconda presentazione a Povoletto

Il senso della vita sarà presentato anche giovedì 1 ottobre alle 20.30 nella Sala Degano di Povoletto, nell’ambito della rassegna “Giovedì storia” promossa dal Comune.

Nel corso della serata sarà dedicato uno spazio anche al numero 229 de La Panarie, che contiene una seconda versione del racconto che dà il titolo alla raccolta e uno speciale dedicato al terremoto.

Condividi la notizia:
Last modified: Settembre 24, 2026
↑
Close